Sono davanti alla porta dell’arte di Vittorio Maria De Silva Portugal, provo ad entrare, busso, spingo, nulla da fare: è chiusa.  La melodia della sua arte mi attrae, mi chino, il mio occhio si insinua nel buco di una metafisica serratura ed incomincio a vedere… lentamente…
 Gradualmente, la stanza si illumina e m’appare l’indiscreto svelato, l’anima e l’arte di Vittorio Maria De Silva.  L’impalpabilmente tangibile, linee, punti, vortici e sfumature, rigagnoli di passione che confluiscono in erotici torrenti inguadabili che scindono il non vedere dal vedere troppo e dà lì il nulla che racchiude il tutto e ci porta là, dove la passione e l’arte si fondono nell’estasi di un infuocato corpo di donna.
Nelle opere troviamo un turbinio di sensazioni, a volte sono solo lussureggianti frammenti di donna, dettagli, intriganti particolari, linee di corpi da immaginare; altre volte, invece, c’è lei, la musa nella sua totale essenza, talvolta velata dal feticistico nylon oppure completamente spogliata, ma nello stesso tempo rivestita dall’anima e dalla sensibilità dell’artista.
“Quando dipingo provo eccitazione – afferma il maestro – non quella erotica ma quella estetica. Cerco il bello nella mia musa, vedo la sua luce, tocco l’aura che respira, la catturo, poi, la mia mano s’innalza e pitta l’anima della donna che posa per me… è qualcosa di meraviglioso”.
Ha ragione, è veramente qualcosa di meraviglioso, avere un’anima da dipingere, da vivere e volare con lei. Vittorio Da Silva, in questa mostra, ci offre i suoi sogni, ci porta la luce delle sue ancelle, per farci vivere insieme a lui, attraverso le sue opere, le sue sensazioni.
Tuffiamoci senza preconcetti ed esitazioni nel mare inquieto dell’eccitazione estetica dell’artista, nuotiamo nel mondo luminoso delle sue muse, ne usciremo bagnati d’inebriante armonia e capiremo, anche grazie alle sue opere, che la vita è bella, toccheremo l’emozione che ci fa volare e andremo in un luogo mistico e lussureggiante dove non ci abbatteranno mai.

 Ermanno Eandi