L’arte Analitica ha come padre l’aschematismo aforistico di
Friedrich Nietzsche da cui assume l’estremo desiderio di libertà
espressiva.
Prosegue con la Psicologia Analitica di C.G. Jung come base di
partenza, per poi aprirsi completamente alla filosofia del suo
più giovane discepolo, il Nord Americano James Hillman.
L’Arte Analitica si definisce ’anti Cartesiana’ ma è sostenuta,
in modi diversi da Platone, da Plotino, dalla psicologia
rinascimentale di Marsilio Ficino e si riconosce nella
“Fenomenologia” di Merleau-Ponty e nella poetica della materia
di Bachelard.
Parte dal Plausibile, per arrivare all’Evidenza.
L’evidenza è il prodotto del plausibile, ma è una
rappresentazione “Catalettica” per definirla come gli Stoici,
quella che coglie l’oggetto in modo tale da non lasciare nessuna
possibilità di dubbio.
L’evidenza è pertanto un fatto oggettivo e questo concetto
oggettivo dell’evidenza, assunto, come criterio generale di
Verità è comune in tutta la filosofia antica. Con Cartesio,
purtroppo l’ evidenza diventa un fatto soggettivo, il carattere
distintivo dell’intuizione.
Questo concetto soggettivo dell’evidenza è tipico della
filosofia moderna.
Solo la filosofia contemporanea con la “Fenomenologia”, è
tornata all’antico concetto di evidenza oggettiva.
L’Arte Analitica afferma che il plausibile è degno di essere
accettato ed apprezzato come vero, possibile, logico.
La Plausibilità è la qualità di tutto ciò che è plausibile, ed
ha in se sinonimi importanti come la verosimiglianza, la
credibilità, l’attendibilità.
La Fenomenologia è poi “Eidetica”: una intuizione originaria che
esclude il soggetto psicologico.
L’Arte Analitica, lavora sull’archetipo ed è fortemente Animica
non può essere compresa attraverso una ermeneutica soggettiva
che utilizza il simbolo ma fa “Parlare l’Oggetto di conoscenza”.
In questo caso non è possibile utilizzare il classico metodo
conoscitivo, ma ribaltarlo! Va altresì detto che le nozioni di
bello e di brutto scompaiono, in quanto l’Arte Analitica non le
ammette, poiché emana lei stessa la sua Verità.
L’osservatore ne deve cogliere il senso sganciato da qualsiasi
pre-giudizio.
Il motto dell’Arte Analitica è: “Liberiamo Afrodite dal suo
rifugio atomico”.